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Archive for the ‘idee’ Category

Che c’entra un ristorante giapponese in un blog di vini bio???

Tutto è nato grazie a un invito, da parte Eito, storico ristorante giapponese di Firenze, e di Giovanni Avila ed Enrico Pacciani di Aviofficine, riservato a blogger   attivi sui social media appassionati di cucina. Obiettivo: creare un confronto, durante una cena – informale quanto curata nella qualità –   sulla cucina giapponese e sul modo in cui essa viene proposta in Italia. Tra i presenti anche Naoyoshi Itani, direttore della Rassegna di Cinema Giapponese, in autunno a Firenze.

La cena è stata un viaggio nella cucina giapponese,  dove il sushi e il sashimi sono solo alcuni degli elementi, e nemmeno i più importanti. Il comune denominatore di questo viaggio, che ci è stato spiegato passo passo dalle due anime di Eito, Gaia Santini e dalla sig.ra Masumy,  è stata  l’altissima qualità, espressa dalle abili mani del cuoco giapponese che “creava” nella cucina a vista. Sono Gaia e Masumy che ci spegano come il sushi è un po’ come la pizza per noi Italiani , un cibo che i giapponesi  mangiano non nella quotidianeità ma quasi esclusivamente al ristorante, e che è andato a diventare, come la pizza appunto, un piatto “da esportazione”.

Ma la vera sorpresa è stata l’emergere di argomenti come “Km 0” (il pesce proviene dal Mediterraneo, mentre tutte le verdure sono di stagione e provengono dall’azienda biodinamica, a Greve in Chianti, di Gaia e del marito Gabriele Rindi, il quale ha iniziato a cimentarsi da poco anche nell’allevamento di pollo, compresa la pregiata razza del Valdarno), perchè in effetti, come ci racconta Gaia “in tutte le cucine tradizionali non c’era bisogno di specificare che i prodotti fossero biologici o no, o che provenissero dal luogo più vicino. Noi abbiamo cercato di ricreare queste condizioni…”.

Ovviamente in tutta questa convivialità e fusione di culture non poteva mancare il vino… Durante la serata abbiamo bevuto un discreto Gewurztraminer sudafricano (io, da non amante di questo vitigno, mi sono sorpresa della piacevolezza di alcuni abbinamenti, primo su tutti con piatto chiamato ” Bomba”, un misto di pesce con caviale di salmone e pesce volante in salsa wasabi). Un desiderio di Gaia sarebbe, infatti, quella di far accettare definitivamente che al ristorante giapponese si possa anche consultare  una carta dei vini, magari che abbia un’attenzione particolare a certi vini “estremi”, come Gravner (molto amato da Gaia) o naturali.

Ancora un grazie per la piacevole serata che ci ha aiutato a conoscere meglio una cultura che spesso viene deformata dalle mode.

Ebi Dango, polpette di gamberi scottate in agrodolce

Eito
Via dei Neri, 72-red
50122 Firenze
055 210940
http://www.eito.it

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terra futura molti consumatori hanno chiesto informazioni sulle produzioni biologiche, i gas (gruppi acquisto solidale), il mondo del biologico. Naturalmente non esiste una ricetta valida per ogni situazione, però lo sforzo di incrementare rapporti e conoscenza reciproca fra consumatori e produttori partito con il progetto “camminare insieme” per la garanzia partecipata sulle produzioni bio, può continuare anche con una serata di informazione e confronto su cosa vuol dire produrre davvero bio.
Ecco quindi un incontro tra i produttori bio e i GAS, incontro aperto a tutti, venerdi 25 giugno 2010 a partire dalle 19.00 circa presso la Caffetteria delle Oblate (in via dell’Oriolo 26 a Firenze). Dopo il momento informativo sulle produzioni biologiche ci sarà un apericena bio a buffet con i prodotti bio della fierucola (costo 10 eu). Organizzare, oltre ai produttori della fierucola che forniranno la materia prima e si confronteranno con i consumatori, la Caffetteria delle Oblate (dove venerdì 25 giugno alle 18.30 si svolgerà l’incontro) e keBuono.
Perchè la serata possa attuarsi è necessario un numero minimo di presenze. Diffondete l’invito a coloro che ritenete interessati, con la richiesta di una rapida conferma a: saverionannini@hotmail.it o 055.8493007

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il nuovo

Dal mese di luglio il marchio dell’agricoltura biologica cambierà immagine.

Per sceglier il nuovo Logo europeo del biologico, nel 2009,  è stato indetto un concorso al quale hanno partecipato più di tremila studenti di design, le cui proposte sono state valutate da una giuria professionale alla quale è stato affidato l’incarico di scegliere i 10 lavori migliori. A vincere è stato lo studente tedesco di design Dušan Milenković, con il suo logo “Euro-leaf”, ricevendo il 63% dei voti totali da parte del pubblico europeo. Quindi da luglio del 2010, tutti i prodotti alimentari biologici preconfezionati nell’Unione europea devono recare obbligatoriamente il logo biologico  dell’UE, a sostituzione del vecchio marchio, che era su base volontaria. Accanto al marchio UE, sarà possibile riprodurre altri simboli privati, locali o nazionali. Ovviamente il vecchio logo rimarrà ancora in circolazione sulle confezioni di alcuni prodotti fino a che questi non usciranno di produzione.

Il cambio del logo è stato un percoso iniziato nel 2007, quando la Commissione Europea ha deciso di introdurre un marchio che fosse obbligatorio per tutti.

Vorrei sentire gli agricoltori cosa ne pensano. Ulteriore garanzia per i consumatori e scoraggiamento dei produttori biologici dell’ultima ora, o no?

il vecchio

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Chi di voi approfitterà della ritrovata (speriamo) bella stagione per organizzare qualche gita fuori porta , prenda come meta,  sabato 12 giugno, nella la bella Gerreto Guidi, a pochi km da Firenze. Nella Villa Medicea avrà luogo, per il secondo anno consecutivo, un momento di incontro e scambio tra agricoltori, studiosi, professionisti, ed esperti di diversa formazione e ambito d’azione. Il progetto scientifico, curato da Leonello Anello, avrà come tema conduttore di quest’anno l’espressione del terroir nel vino. Molti saranno i temi trattati, dall’humus alla comprensione delle specificità territoriali nella bottiglia.  A fine mattinata ci sarà una degustazione guidata da Andrea Gori.

La partecipazione al Convegno e alla degustazione è gratuita, fino ad esaurimento posti. L’accesso al Convegno è libero. Per la degustazione guidata delle ore 12 è necessario prenotarsi inviando una mail con i propri dati (nome, cognome, professione, azienda, recapito telefonico) a: info@viticolturabiodinamica.it.

Sabato 12 giugno
Dalle ore 9.30 alle ore 17
Villa Medicea
Via dei Ponti Medicei 7
Cerreto Guidi (FI)
www.viticolturabiodinamica.it

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Oggi solo poesia, di grande stile…un regalo ricevuto.


Jacques Prévert – Fiesta

E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia in pezzi
E il letto spalancato
e la porta sprangata
E tutte le stelle di vetro
della bellezza e della gioia
risplendevano nella polvere
della camera spazzata male
Ed io ubriaco morto
ero un fuoco di gioia
e tu ubriaca viva
nuda nelle mie braccia.

Jacques Prévert – Fiesta

Et le verres étaient vides
et la bouteille brisée
Et le lit était grand ouvert
et la porte fermée
Et toutes les étoiles de verre
du bonheur et de la beauté
resplendissaient dand la poussière
de la chambre mal balayée
Et j’étais ivre mort
et j’étais feu de joie
et toi ivre vivante
toute nue dans mes bras

Dedicata a tutte le  persone del mio futuro,  ed alla persona che rende questa poesia sempre “presente”


..dimenticavo , qualcosa da bere durante la lettura..


La Cuvèe  Beatrice di Binner è un Riesling Alsaziano, di contenuti zuccheri e minima solforosa, dichiarata comunque in etichetta. La buona Alcolicità e l’ingresso in bocca poco zuccheroso la rende un vino fantasticamente abbinabinabile a secondi piatti di pesce con spezie o elaborazione. Si resta colpiti da una finezza, figlia di un acidità che scava il palato con garbo, ma a ritmo continuo. Notevoli i rimandi ad aromi di frutta gialla, intensa e senza graffi l’affermazionie degli idrocarburi, leniti da vene mielate.

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Ospito con piacere l’amico Mauro Lajo che in virtù delle sue conoscenze, e del suo lavoro ci illustrerà una serie di tematiche legate alla sostenibilità aziendale, alle energie alternative ed a quello che gira intorno ad una visione di produzione vinicola Eco-compatibile. A puntate.


Mi chiamo Mauro Lajo e sono nato a Castelfranco Veneto 34 anni fa da Lucia, ex impiegata, ora appassionata e quotata bonsaista e Franco, ex rappresentante, solido, un uomo tutto d’un pezzo.Mi sono diplomato geometra nell’agosto 1991 e ho subito iniziato a lavorare in uno studio di ingegneria come disegnatore, tra progetti, computi e milioni di ore davanti ad Autocad.

Sono arrivato, nel 2004, a fondare con il mio socio Antonino Presterà ARTECAMBIENTE, azienda la cui finalità è innanzitutto produrre un modello di vita sostenibile, rispettoso dei processi umani e conscio che detti processi debbano inserirsi in un contenitore più ampio che è il processo ecologico che riguarda il pianeta Terra. Il nostro core businnes è il ciclo dell’acqua e più precisamente la fitodepurazione, ma ci occupiamo anche di energia fotovoltaica, di certificazione energetica degli edifici (siamo esperti Casaclima), impianti solari e altro ancora.


Oggi, più che mai, si fa un gran parlare di ecologia, ambiente, sostenibilità, buone pratiche, energie da fonti rinnovabili, risparmio energetico che trovano applicazione ad esempio dell’idea della produzione KMZERO.In realtà è tutto un modo di fare che deve originare da un nuovo modo pensare e di vedere la vita, le cose, la gente.Senza un approccio “sferico”, il più possibile organico ed armonico, ciò che avremo saranno solo dei singoli comportamenti bene orientati, in una vita male orientata.

Ci vuole un cambio di paradigma una riorganizzazione del pensiero, una ricodifica del centrale e del periferico nelle nostre vite, un punto di vista alto che non necessita di essere difeso perché si difende da solo, un punto di vista alto che contenga tutte le sfumature.


Tutto va sotto la voce SOSTENIBILITA’ che dalla convenzione di Brundtland si definisce come ogni comportamento odierno che non comprometterà la vita sul pianeta per i nostri posteri, preservando quantità e qualità di risorse naturali, e consentendo il perdurare dello sviluppo.

Quindi ogni qualvolta noi compiamo una azione in uno qualunque dei territori della vita (affari-finanza, famiglia-affetti, amicizia-colettività, salute-aspirazioni) ci dobbiamo chiedere se essa è sostenibile o no.

Capiamo bene che non è sufficiente mettere i pannelli fovotoltaici sul tetto, se poi tutto è un colabrodo.E’ quindi un mix di rispetto ambientale, equità sociale e sviluppo economico.

E il tutto senza fanatismo…. che quello non è affatto sostenibile, ma attraverso l’attenzione, il continuo confronto, il continuo miglioramento.

Questa una piccola infarinatura, su quello che ci attende, ovvero come diventare ECO-SOSTENIBILI…by MAURO LAJO

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l’incubo dei sommelier

sarà che bio è una moda ?
In parte si, a leggere l’articoletto che Le Figaro di jeudì 18 mars 2010 nella sezione (guarda caso) style & vous dedica a Philippe Starck (uno che di moda e di tendenza la sa lunga)!
In sintesi: lui chiede solo vino bio, meglio ancora se biodinamico . . .
E quando va a pranzo, la domenica, pretende solo vini dell’annata del suo millesimo o di quello della mamma (1922): un vero incubo per il sommelier, gran gioia per il proprietario del fortunato ristorante . . .

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