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Finito di assaggiare un Raboso coi fiocchi….ci dirigiamo verso il Coquinarius di Firenze, che ospitava la serata di presentazione dei vini di Les Caves de Pyrene.


Questa volta mi riposo..

Le note del post sono riprese da RABOSANDO, il blog di Carolina Luna Gatti, amica e produttrice invitata per l’occasione!! A lei l’onere della fatica!


Quello che ci attende!!!

Tra un assaggio e l’altro, una chiacchiera e una risata arriva il momento che aspettavo credo da 34 anni, ovvero da quando sono nata: ci aspettavano 15 vini da degustare comparsi dal cilindro di quello che si è rivelato un vero mago: Christian. Abbiamo raggiunto il Coquinarius, un bellissimo locale vicino a Santa Maria del Fiore, e ci siamo apprestati a cenare quando…

Christian Les Caves, Nicola del Coquinarius

…i vini.

ecco spuntare dal cappello tutta una serie di vini a dir poco eccezionali: spaziando tra Italia e Francia abbiamo degustato lo Champagne blanc de blancs di Francis Boulard , uno Champagne melange e un blanc de noir di Brabant, lo Jurancon sec Vitatge Vielh di Lapeyre, il Sacrisassi di Due Terre bianco, l’ Arbois bianco e rosso di Aviet, un Morgon Cote de Py di Foillard, un Marcillac, l’Etna rosso Vino di Anna, il Barbera e il Barbaresco di Roccalini, un Freisa di Trinchero, un Poiret fatto con le pere e per finire un Jurancon la Magendia de La Peire.

Lo Champagne più interessante del momento. Boulard

Permettetemi di citare una frase che è uscita in questa serata: “fate brasato con i vini che avete e iniziate ad assaggiare quelli buoni”, perché cari i miei lettori questi vini oltre che buoni sono eccezionali – il blanc de blancs è un Champagne che berrei a fiumi, il Sacrisassi morbido e balsamico mi ha stregata; – l’Arbois bianco sapeva di noce e sedano, mentre il rosso di fragola e dire che erano da capottamento è poco, l’Etna rosso sapeva di sole e frutta, la Barbera era una signorissima barbera e il Barbaresco era talmente buono che andava giù, giù, giù….


Qualunque prezzo, avrei pagato!!

Alla fine della fiera, signori miei, sono ripartita da Firenze per casa alle 2 e mezza del mattino perfettamente lucida e sana e il giorno dopo con 3 ore di sonno sono arrivata a sera senza nessun mal di stomaco o mal di testa..

Un post di: Carolina Gatti Luna


Giusto 2 brevi considerazioni:

  1. Mi sarei aspettato di bere bene, ma mai cosi tanto, spiazzato.
  2. Alcuni prodotti considerati inarrivabili, costano niente.
  3. La carta dei vini del Coquinarius è tanta roba. Loro assaggiano
  4. A Firenze è possibile cambiare registro ed inaugurare una nuova era vinicola. Nelle carte dei Vini

CIRO


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Prima non ufficiale per Carolina Gatti Luna, che si macina 400Km per farci assaggiare la curiosità dell’anno enologico 2010. In Anteprima sulla prossima manifestazione di Cerea, VinoVinoVino.

Un Prosecco Sur Lie come mai bevuto…sentito

 

Tappo a corona ( per adesso e finalmente dico io),  per  questo vino , rifermentato in bottiglia con l’aggiunta di mosto congelato; colore chiaramente opacizzato ma assolutamente invitante.

 

Carolina Luna Gatti.

Donna sicura Carolina, che sfida l’appennino per presentare alle Volpi e l’Uva di Firenze i suoi vini. Tra i giudici Ciro Beligni (Le Volpi), Christian Bucci (Les Caves de Pyrene), Bernardo Conticelli (OIV)…..che rimangono stupiti!!

 

Bernardo Conticelli

 

In bocca il vino è uno spettacolo, carbonica fine e distesa, freschissimo in tensione con un frutto maturo, maturo.  Finalmente un Sur Lie, di uve prosecco, nel quale l’acidità lega con il frutto e non con i lieviti,  che altresì fanno la cosa giusta, regalano morbidezza. A questa storia tengo molto, ed in effetti il vino si apre su una beva da succo di frutta.

Abusata la classica frase, ne berrei un secchio d’estate in piscina….di questo prosecco riempirei  la piscina!!

 ……e noi degustatori attenti a tutte le sfaccettature  ci litighiamo  l’ultimo goccio….

 

 

Ciro e Christian fanno i conti di quante casse ne possono comprare con quello che hanno in tasca……………..

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 Riporto dal Blog Rabosando Il racconto dei primi passi verso il vino di una donna, Carolina Luna Gatti;  il suo rapporto con la vigna, la sua visione dell’alveare vino. Ragazzi miei, quelli dei vini naturali, sta nascendo una stella, una nuova interprete..

 

 

Non so se ho “deciso di” coltivare la terra sulla quale sono nata e cresciuta; forse perché essendo in essa da sempre, mi sembra naturale continuare questa simbiosi.
Conosco l’odore della terra, so riconoscere il “caranto” che a volte sale in superficie; so riconoscere quando le gemme iniziano a schiudersi, e so anticipare il momento in cui la vite si libera e piange un po’ come faccio io quando sono felice.
Riconosco le bellussere quando iniziano a infoltire le loro braccia con le tenere foglie, e so benissimo quando qualche lepre inizierà a fare il “nido” tra l’erba alta dei nostri vigneti.

 

 

Frutti che daranno vino, nettare prima dolce e poi strutturato.
Da quando ho ricordo, la nostra famiglia ha sempre fatto vino innanzitutto per se stessa, poi ha iniziato a commercializzare col nonno e poi con mio padre per poter trasmettere agli altri la ricchezza del suo territorio e la bontà dei suoi frutti.
Per me è stato naturale scegliere la scuola enologica prima e la facoltà di enologia dopo con la scuola diretta, un po’ meno naturale assistere a lezioni che trattavano un’enologia diversa da quella che vorrei. Non che non sia stato interessante ascoltare ed apprendere, però non è la bibbia che seguo… la mia bibbia si fonda sull’attenzione ai particolari per poter creare una naturale eccellenza da quello che il connubio terra-vite mi può dare.
Niente di più e niente di meno.

 

 

Leggete QUI il resto

…non vi è venuto voglia di assaggiarlo questo Prosecco Sur Lie ?

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