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Posts Tagged ‘Superciuk’

Nome e Cognome: Mattia Barzaghi

Attività Attuale : Vignaiolo

Breve Storia Personale: da dieci anni faccio un mestiere che adoro; da due  ho la fortuna di poterlo fare per me, sono fortunato!


Superciuk: Biologici, Biodinamici, Naturali esiste una definizione comune per questi vini?

Non credo.

Troppo ampia la prospettiva, troppi accenti sulla moda e sul commerciale, troppa ignoranza ( di chi la fa, di chi la vende, di chi ne parla) troppo poca consapevolezza dell’importanza futura, e forse troppa supponenza, come se ci si sentisse più bravi perché abbiamo deciso di smettere di esaurire la terra…….

Credo l’unica definizione che possa accumunare queste tre parole (se fatte con coscienza) che si tratti di vini patate o mais sia Speranza


S: Ma è vero che sono diversi dagli altri, tu da cosa lo riconosci ?

Se sono buoni non li riconosci , sono buoni e basta!

Se dietro la parola nascondo problemi, difetti, puzze ecc, allora eccome li riconosci!

Smettiamo di introdurli di dover a priori spiegare che potrebbero avere questo o quello ..però perchè sono naturali, bio ecc..

Quando smetteremo di doverlo spiegare allora avremo imparato a farli.


S:Il concetto di “correttezza”,  valutando questi vini è sicuramente più ampio di quello comunemente riconosciuto; non mi interessa la perfezione, ma al tempo stesso non mi va di bere i fanghi di depurazione. Quali sono i limiti entro i quali ti muovi, nel farli, parlarne e spiegarli?

Vedi sopra.

Quando non serve preannunciarli come tali.

dopo averlo assaggiato, senza aver trovato problemi,  poter dire: BUONO ED E’ ANCHE NATURALE, allora abbiamo trovato i limiti entro quali farli.

Di conseguenza parlarne e spiegarli come vini, punto!|


S:Tutti mi dicono che questi vini sono di moda? Sarà vero?

Al momento se ne parla troppo!

Sarà moda???!!!


S:Ma questo benedetto disciplinare di produzione (Vigna e cantina) può servire o è solamente l’ulteriore impedimento burocratico?

Le regole sono sempre purtroppo impedimenti.. burocratici anche.

ma siamo tutti in grado di dire ciò che facciamo e fare ciò che diciamo( vedi manifesto)?


S:Consigliami un vino da bere stasera e dimmi perché è “bono!”

Montevertine

Perché ho un bellissimo ricordo di quella bottiglia.

ancora oggi ricordo l’emozione o meglio l’ ammirazione provata verso chi è stato capace di fare un simile sangiovese.


S:Pensierino finale per Superciuk

Il vino è fatto per gioire! Chi meglio di lui lo sa!

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Enoblog

Enoblog

Nome: Giordano D’Innocenzo
 
Attività e Storia Personale: Per professione mi occupo di finanza d’impresa (finanziamenti, partecipazioni nel capitale), in particolare valutazione di merito creditizio e piani industriali.
Sommelier Fisar, microproduttore (conduco la vigna e faccio il vino per me) in Olevano Romano (RM).
 
Curo i contenuti del sito http://enoblog.it 
Sono juventino ed in questo periodo bevo per dimenticarlo…..

 

L'Enostrippato per definizione

 
Superciuk: Biologici, Biodinamici, Naturali esiste una definizione comune per questi vini?
  
Le definizioni servono al marketing. Ciò che dovrebbe accomunare questi vini è la ricerca di metodologie produttive meno invasive possibili. Direi così: molto, attento, lavoro dell’uomo e limitato o assente (tendenzialmente) ricorso ai presidi chimici. “Naturali” è l’obiettivo tendenziale.
  
  
S: Ma è vero che sono diversi dagli altri, tu da cosa lo riconosci ?
  
Generalmente lo sono. In linea di massima, esprimo maggiori sentori tipici e, soprattutto i bianchi, mostrano tonalità di colore più forti e personalità più spiccata, al limite – talvolta – del difetto. Personalmente, apprezzo i buoni vini bianchi con leggere ossidazioni….
 
  
S:Il concetto di “correttezza”,  valutando questi vini è sicuramente più ampio di quello comunemente riconosciuto; non mi interessa la perfezione, ma al tempo stesso non mi va di bere i fanghi di depurazione. Quali sono i limiti entro i quali ti muovi, nel farli, parlarne e spiegarli?
  
Ok la volatile un po’ più spinta; va bene la minore brillantezza; il vino, però, va bevuto e deve essere piacevole. Purtroppo, ormai il nostro palato è stato traviato da gusti standard. Difficile proporre un prodotto davvero artigianale senza vedere qualche naso storto. E’ anche una questione d’abitudine.
Il limite è che, complessivamente, voglio avere sempre un bicchiere di personalità spiccata, gradevole e privo di difettosità evidenti. I fanghi e gli acetelli li beva qualcun altro!
  
S:Tutti mi dicono che questi vini sono di moda? Sarà vero?
  
Oggi mi pare di si. Il pericolo è che, mancando punti di riferimento ufficialmente riconosciuti dalla legge (eccezion fatta per il biologico), qualcuno potrebbe fare il furbo, cavalcando un presunto rispetto della vigna per vendere lo stesso vino di prima, a prezzo superiore. Sta a noi non farci infinocchiare!
  
S:Ma questo benedetto disciplinare di produzione (Vigna e cantina) può servire o è solamente l’ulteriore impedimento burocratico?
 
Se fatto con intelligenza (merce rara…), può servire e molto, per quanto sopra detto.
 
S:Consigliami un vino da bere stasera e dimmi perché è “bono!”
 
Vermentino Poggi Alti di Santa Caterina, Sarzana (SP). Impronta minerale si sensibile spessore. Finale lungo e di notevole eleganza, con agrumi protagonisti
Grande equilibrio, personalità e tonalità elevate per questo vino di confine (tosco-ligure, di fatto), che guarda il mare con le spalle ai monti.
 

 S:Pensierino finale per Superciuk

Un approccio più naturale in vigna ed in cantina non può che far bene al sistema vino, valorizzando le spiccate differenziazioni dei diversi luoghi enologici del nostro paese. L’auspicio è che non diventi l’ennesima occasione di cavalcare una moda e che, comunque, l’obiettivo finale sia sempre quello di ottenere un bicchiere il più possibile piacevole, il più possibile sano.
 
 
 

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Il Blog di Carolina

Nome e Cognome: Carolina Gatti

Attività Attuale : Enologo

Breve Storia Personale: nasco nella ridente terra del Raboso Piave a maggio ’76, a 3 anni già partecipo alla vendemmia attivamente, a 14 mi iscrivo alla scuola enologica di Conegliano (TV), dove divento prima enotecnico, poi enologo con tesi sul Raboso Piave. Bazzico lavorativamente tra Friuli, Veneto ed Emilia, con spostamenti significativi tra Ecuador e Perù. Attualmente coniugo il sapere con l’essere, quanto imparato a scuola con l’arte appresa da mio padre e da mio nonno, sia in vigna che in cantina per ottenere prodotti strepitosi . Voce del verbo vesciche sulle mani, naso rosso dal freddo ma al contempo indescrivibili emozioni e soddisfazioni.

Superciuk: Biologici, Biodinamici, Naturali esiste una definizione comune per questi vini?

Sia da enologo, che da produttrice, che da consumatrice, mi vien da dire che la definizione comune possa essere “vini”, perché se iniziamo a guardare i vari disciplinari e non, troveremo mondi diversi, idee diverse, legislazioni diverse. Quello che conta è che il vino sia “sano”, nel senso meno chimico possibile, ma non per moda, per benessere nostro. Cosa che si può dire di un vino normalissimo che non è ne biologico, ne biodinamico, ne naturale ma solamente fatto con criteri etici.

S: Ma è vero che sono diversi dagli altri, tu da cosa lo riconosci ?

Personalmente li riconosco dai parametri della degustazione classica: perché di solito hanno acidità più alte, perché anche se ne bevo parecchio non mi fa male a livello di testa, perché sono più carichi di colore, ecc. Però molto spesso non sono facilmente riconoscibili, a meno che non si legga l’etichetta, o che non si sappia che tale produttore fa biologico, biodinamico e quant’altro.

S: Il concetto di “correttezza”, valutando questi vini è sicuramente più ampio di quello comunemente riconosciuto; non mi interessa la perfezione, ma al tempo stesso non mi va di bere i fanghi di depurazione. Quali sono i limiti entro i quali ti muovi, nel farli, parlarne e spiegarli?

Parto dal presupposto che il mondo della biodinamica lo sto scoprendo da poco, e che il biologico lo seguo da un po’, come produttori della mia famiglia ci sentiamo di essere “naturali con intelligenza”.

Quindi nel spiegare il nostro vino, evito di usare paroloni enologici, ma spiego passo passo quello che faccio in cantina e vigneto, il perché di una scelta piuttosto che un’altra.

I limiti che ci siamo auto-imposti come azienda sono semplici: in vigneto non si usano fitofarmaci, poiché dobbiamo essere liberi di non morire facendo trattamenti; concimi non ne usiamo perché il terreno ci permette di non averne bisogno; il letame è bene accetto perché apporta sostanza secca che è una manna per il nostro terreno argilloso. In cantina: poca so2 ma controlli settimanali della stessa; nessun uso di coadiuvanti enologici, nessuna filtrazione, nessuna chiarifica se non un po’ di bentonite.

S:Tutti mi dicono che questi vini sono di moda? Sarà vero?

Forse si, o forse la gente desidera bere qualcosa che non faccia male dopo il primo bicchiere. Vedremo solo tra un po’ come sarà la faccenda, io a casa mia bevo così da 33 anni….

S: Ma questo benedetto disciplinare di produzione (Vigna e cantina) può servire o è solamente l’ulteriore impedimento burocratico?

Può servire, ma come tutte le cose “cartacee” potrebbe diventare un impedimento. Ciò che comunque conta è il buon senso delle persone che fanno il vino: disciplinare o no, se vuoi aggirare la cosa puoi farlo; credo che alla base di tutto debba esserci l’etica morale.

S: Consigliami un vino da bere stasera e dimmi perché è “bono!”

Dipende da cosa mangi….o con chi lo mangi :), però Il nostro Prosecco sur lie: l’è bono e ne bevi a pozzi, e secondo me la morte sua è con dell’ottimo prosciutto crudo o con del pinzimonio. Però se la cava anche con un buon risotto di radicchio.

Se poi vuoi assaggiare anche il resto la porta della cantina è aperta!

S: Pensierino finale per Superciuk

Continua così, sei troppo forte, te lo dico da enologa e da fumettara!


La fanciulla pare avere le idee chiare…

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 Nome : Giuseppe Ferrua

 

Attività Attuale : Viticoltore LA FABBRICA DI SAN MARTINO

Breve Storia Personale: Ho fatto il  “Ristoratore” per 22 anni, con grande passione per l’accoglienza e per il cibo che tutti i giorni proponevamo; il vino ha sempre avuto un  ruolo primario. Non nascondo che oltre che trovarlo buono questo dovesse inebriarmi e rendermi felice con una qualità che non vedesse confini geografici e prezzi. Il vino è sempre una esperienza che può toccare l’intimo di ogni persona…

 

 

Superciuk: Biologici, Biodinamici, Naturali esiste una definizione comune per questi vini?

L’unica definizione percorribile è quella di vini che nascono da un lavoro rispettoso, “sostenibile” è già un termine che riguarda la politica. Sono vini che da un amore per il lavoro nella natura, quale l’agricoltura, rappresentano il risultato di un lavoro pieno di attenzioni e cure. Buoni o cattivi sono sempre interessanti..

S: Ma è vero che sono diversi dagli altri, tu da cosa lo riconosci ?

Sono molto diversi dagli altri. Questi vini spesso escono dalla omologazione, la presenza  dell’uva si distingue in modo inconfondibile. La cosa più bella della Natura è che non soffre di omologazioni, e ogni varietà è in grado di sorprendere in modo pirotecnico il più esperto dei degustatori. Il vino fa come gli pare, e siamo noi che facciamo fatica a stargli dietro.

S:Il concetto di “correttezza”,  valutando questi vini è sicuramente più ampio di quello comunemente riconosciuto; non mi interessa la perfezione, ma al tempo stesso non mi va di bere i fanghi di depurazione. Quali sono i limiti entro i quali ti muovi, nel farli, parlarne e spiegarli?

Esiste una esperienza dell’uomo a vinificare l’uva che è più che millenaria, spesso basterebbe un po’ di buon gusto che, in chi fa il suo vino, svanisce in bevande sempre più cattive, vuoi perché non gli appartengono più o perché ha abituato una sua dieta all’aceto. Il buon vino vede visi contenti al tuo tavolo di degustazione.

S:Tutti mi dicono che questi vini sono di moda? Sarà vero?

Certo che “sarà” vero ma le mode hanno sempre lasciato qualcosa di buono, hanno sempre lasciato anche dei ricordi piacevoli.

 S:Ma questo benedetto disciplinare di produzione (Vigna e cantina) può servire o è solamente l’ulteriore impedimento burocratico?

Un disciplinare serve ma perché essere così coglioni da farne sempre una cosa utile per l’interesse dei burocrati e di quel sistema economico?

S:Consigliami un vino da bere stasera e dimmi perché è “bono!”

Il mio vino e quello dei miei amici. Tutti quei vini che in modo trasparente si fanno bere e che in modo inconfondibile riconosci la mano di chi li ha fatti.

S:Pensierino finale per Superciuk

Superciuk una volta ti fidavi dell’oste, ora cosa succede non trovi più l’oste???

 “Un carissimo saluto a tutti quelli che leggeranno questo mio piccolo contributo, sperando di essere preso sul serio quanto basta.

Giuseppe

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