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Posts Tagged ‘Macea’

 

Dovendo anche (ma soprattutto) lavorare,  sarò stringato nel sottolineare quello che mi ha colpito tra i vari vini bio presenti alla manifestazione di due giorni fa in terra Versiliese.

Come sempre i bianchi a base Vernaccia ed il rosato da uve  Canaiolo prodotti dall’Azienda Montenidoli di San Gimignano. Sempre tra i vini bianchi molto interessanti i prodotti di Podere Concori e Macea. Il primo da Chenin blanc e Pinot Bianco, ottima scorrevolezza preciso in aromi di fiori e frutti gialli; chiude lungo e secco. Il secondo, che i fratelli Bersanti definiscono un vino da uomini duri, è un mix di uve autoctone della valle del Serchio. Sorprende per la solarità del Frutto ed un acidità da base Champagne. Insomma, prima ti seduce e poi ti accoltella; gradevolissimo da bere. Tra i rossi ottima la prova del Sirah di Tenuta Lenzini circondato da altri “internazionali” di Valore. Tra i Sangiovese ho molto gradito il Baron Ugo di Monteraponi, per chi come me ama il vecchio stile da invecchiamento, poco adatto ai precisini.

 

 

 

Le foto prese dal reportage de L’Acquabona

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Una delle aziende che mi è rimasta nel cuore è sicuramente Podere Concori; non solo per la bellissima giornata passata insieme a Gabriele da Prato, ma soprattutto per l’intesità territoriale presente nei vini Garfagnanini. Riporto con molta soddisfazione l’articolo apparso su l’Espresso Food & Wine a cura di Fernano Pardini, ch sottolinea come anche l’azienda Macea, di Cipriano Barsanti, stia facendo passi da gigante!

In una zona certo non famosa per la produzione vinicola, è bello farsi sorprendere dai vini delle nuove generazioni

La Garfagnana (siamo in provincia di Lucca) è terra aspra, senza compromessi, di quelle che ami o odi. Ha forgiato la sua gente al disincanto o alla ostinazione, perché la sua gente ha conosciuto la fatica del vivere quotidiano. Così i suoi paesaggi, al tempo stesso severi e incantati.   La Garfagnana è terra bellissima. In fatto di produzione vitivinicola un niente, o quasi. In quel quasi si inserisce oggi l’entusiasmo delle generazioni nuove, che hanno creato angoli preziosi di ruralità consapevole.

Così i fratelli Barsanti e la loro Macea (tel. 0583.88128), da Borgo a Mozzano, che lavorando nel pieno rispetto dell’ambiente ci sorprendono con vini schietti, bellamente disadorni ma pieni di fascino, come per esempio il Campo Caturesi Rosso (ciliegiolo, canaiolo, montagnina, barghigiana, malvasia nera).

Così Gabriele Da Prato, che al Podere Concori di Gallicano (tel. 0583.766374) produce un rosso emblematico: Melograno (syrah più uve locali misconosciute). Frutto di una agronomia naturale e di una enologia poco “interventista”, ha nel ritmo e nella freschezza le sue armi migliori. La versione 2007 ha una densità tannica da far la differenza e si impone ben aldilà delle sue montagne. Insomma, per chi è stanco delle strade più battute in Garfagnana c’è aria buona. E strade nuove da scoprire.

Io ho già scommesso sulla grande qualità dell’annata 2008 dei vini di Gabriale, di prossima presentazione…qualcuno rilancia?

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