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Posts Tagged ‘Massimiliano Croci’

Quel gran Signore di Dan Lerner, in quel di Fornovo, mi consigliò di assaggiare i vini dell’Azienda Vitivinicola Croci, cosa che feci e che mi dette  modo di rendermi conto che le belle  favole si possono avverare!

Massimiliano Croci mentre parla dei suoi vini ti mette a tuo agio, ti spiega le sue idee senza imporle e ed un perfetto esempio per un buon equilibrio tra poesia e cantina. E’ passato molto tempo da Fornovo, ma prima di scrivere qualcosa ho voluto rileggermi il meraviglioso articolo di Porthos n 32 ed anche quest’altra intervista rilasciata da Massimiliano a Vinipiacentini.net.(vedi sotto)

Non è solo una questione di tecnica di cantina; mentre parlavo con Massimiliano ho avuto la sensazione che quello che stavo degustando fosse la sua “strada al vino”, una interpretazione assolutamente personale ed una convinzione, a mio parere poco sindacabile, che per infondere nel vino territorialità, piacere, finezza e longevità, si possono e devono controllare i passaggi della produzione con tecniche moderne e si possono evitare le ossidazioni con uso a basso dosaggio di solforosa e gas inerte

Come viene fatto un vino a rifermentazione naturale in bottiglia?

M. CROCI: Il metodo è sostanzialmente quello degli spumanti metodo classico. Rispetto alla tradizione oggi noi lavoriamo in modo più analitico e usiamo le tecniche della moderna enologia per controllare le varie fasi di lavorazione, ma i passaggi fondamentali restano quelli tradizionali. Il vino viene prodotto come vino secco, fa la sua fermentazione e in alcune annate i vini rossi anche la malolattica. Il giorno prima dell’imbottigliamento vengono aggiunti del vino dolce per sviluppare le atmosfere di pressione adatte e dell’anidride solforosa perché questa rimanga disponibile libera e non fissa. Viene poi fatto un rimontaggio per dare ossigeno ai lieviti, quindi viene imbottigliato. Durante l’imbottigliamento le bottiglie vengono saturate di azoto per non fare ossidare il prodotto a causa dell’aria che altrimenti si fermerebbe tra il vino e il tappo

Due veloci parole sui vini , visto che mi piacerebbe, visitare l’azienda e riportare qualcosa di più di un assaggio fatto a Fornovo.

Il Gutturnio “sur lie” è encomiabile per quella carbonica disegnata col compasso, mai eccessiva e che sostiene l’acidità lungo la beva; un bel frutto centrale di more e susina nera svanisce lento in un finale pulito e di buona complessità.

Emozioni di ghiaccio, da Malvasia di Candia e moscato,  quello che Massimiliano definisce Icewine, proviene da uve che nel periodo invernale vengono sottoposte a temperature sotto lo zero. Il vino è un armonia di aromi e sapori, di un ampiezza tale da lasciare di stucco. A tratti ricorda un Riesling., poi frutti canditi come albicocche ed arance, finale dolce ma ben dosato.

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