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Posts Tagged ‘prosecco sur lie’

Prima non ufficiale per Carolina Gatti Luna, che si macina 400Km per farci assaggiare la curiosità dell’anno enologico 2010. In Anteprima sulla prossima manifestazione di Cerea, VinoVinoVino.

Un Prosecco Sur Lie come mai bevuto…sentito

 

Tappo a corona ( per adesso e finalmente dico io),  per  questo vino , rifermentato in bottiglia con l’aggiunta di mosto congelato; colore chiaramente opacizzato ma assolutamente invitante.

 

Carolina Luna Gatti.

Donna sicura Carolina, che sfida l’appennino per presentare alle Volpi e l’Uva di Firenze i suoi vini. Tra i giudici Ciro Beligni (Le Volpi), Christian Bucci (Les Caves de Pyrene), Bernardo Conticelli (OIV)…..che rimangono stupiti!!

 

Bernardo Conticelli

 

In bocca il vino è uno spettacolo, carbonica fine e distesa, freschissimo in tensione con un frutto maturo, maturo.  Finalmente un Sur Lie, di uve prosecco, nel quale l’acidità lega con il frutto e non con i lieviti,  che altresì fanno la cosa giusta, regalano morbidezza. A questa storia tengo molto, ed in effetti il vino si apre su una beva da succo di frutta.

Abusata la classica frase, ne berrei un secchio d’estate in piscina….di questo prosecco riempirei  la piscina!!

 ……e noi degustatori attenti a tutte le sfaccettature  ci litighiamo  l’ultimo goccio….

 

 

Ciro e Christian fanno i conti di quante casse ne possono comprare con quello che hanno in tasca……………..

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 Riporto dal Blog Rabosando Il racconto dei primi passi verso il vino di una donna, Carolina Luna Gatti;  il suo rapporto con la vigna, la sua visione dell’alveare vino. Ragazzi miei, quelli dei vini naturali, sta nascendo una stella, una nuova interprete..

 

 

Non so se ho “deciso di” coltivare la terra sulla quale sono nata e cresciuta; forse perché essendo in essa da sempre, mi sembra naturale continuare questa simbiosi.
Conosco l’odore della terra, so riconoscere il “caranto” che a volte sale in superficie; so riconoscere quando le gemme iniziano a schiudersi, e so anticipare il momento in cui la vite si libera e piange un po’ come faccio io quando sono felice.
Riconosco le bellussere quando iniziano a infoltire le loro braccia con le tenere foglie, e so benissimo quando qualche lepre inizierà a fare il “nido” tra l’erba alta dei nostri vigneti.

 

 

Frutti che daranno vino, nettare prima dolce e poi strutturato.
Da quando ho ricordo, la nostra famiglia ha sempre fatto vino innanzitutto per se stessa, poi ha iniziato a commercializzare col nonno e poi con mio padre per poter trasmettere agli altri la ricchezza del suo territorio e la bontà dei suoi frutti.
Per me è stato naturale scegliere la scuola enologica prima e la facoltà di enologia dopo con la scuola diretta, un po’ meno naturale assistere a lezioni che trattavano un’enologia diversa da quella che vorrei. Non che non sia stato interessante ascoltare ed apprendere, però non è la bibbia che seguo… la mia bibbia si fonda sull’attenzione ai particolari per poter creare una naturale eccellenza da quello che il connubio terra-vite mi può dare.
Niente di più e niente di meno.

 

 

Leggete QUI il resto

…non vi è venuto voglia di assaggiarlo questo Prosecco Sur Lie ?

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